I MIGLIORI RISTORANTI SICILIANI

 Shalai – Lingua Glossa  Ct

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Gli spazi del ristorante sono il luogo ideale per introdurvi nella profondità dei sapori mediterranei.
Con Giovanni Santoro, Stella Michelin 2015, ogni proposta gastronomica diventa tipicamente autentica, sincera e originale.
Il menu dialoga con l’evoluzione delle stagioni e si adatta al clima vulcanico sfruttandone tipicità e territorialità. Tutto è poi accompagnato da una meticolosa selezione di vini etnei presenti nella nostra nuova cantina. Una scelta “territoriale” fortemente strutturata per raccontare l’eccellente vocazione della nuova viticoltura etnea. In tutto ciò non mancano pregevoli digressioni nazionali ed internazionali e importanti maisons di champagne.

 Breve descrizione

I MIGLIORI RISTORANTI SICILIANI :Linguaglossa, dove dal 2017 brilla l’unica stella Michelin della zona.

“Abbiamo aperto 9 anni fa, quando questo territorio era ancora sconosciuto. Dopo due o tre anni abbiamo assistito ai primi investimenti importanti e abbiamo iniziato ad accompagnare la trasformazione, come punto di riferimento per l’ospitalità e la ristorazione tanto dei produttori che dei turisti del vino”, ricorda lo chef Giovanni Santoro, nato proprio a Linguaglossa 34 anni fa. Il versante è quello settentrionale, tanto soleggiato quanto esposto alle correnti iodate, vocato alla viticoltura da tempi non sospetti. “Eppure un tempo qui al massimo c’erano qualche pizzeria, un paio di trattorie e agriturismi. Io mi sono fatto le ossa un po’ in giro, all’alberghiero di Giarre, lavorando nel fine settimana e nelle stagioni estive, per 4 anni a Rimini e altrettanti a La Giara di Taormina con Giuseppe Cannizzaro (chef della vecchia guardia che mi ha iniziato alle tecniche francesi), prima di tornare a casa, per mettere in atto tutto quello che avevo rubato”.

La ristorazione è subito insolita dentro quel bel palazzo ottocentesco, antica residenza nobiliare dalle pietre bianche su cromatismi che sentono la nostalgia del mare. Ne sono artefici insieme a Santoro i fratelli Luciano e Leonardo Pennisi, rispettivamente al gestionale, in sala e in cantina, rampolli di una stirpe di macellai di Linguaglossa, che tiene bottega nel centro del paese. Ed è grazie a loro che da Shalai (nome che in dialetto siciliano e non solo indica la bella vita) arrivano i migliori tagli di capi siciliani, allevati appositamente per il ristorante, che si tratti di suini neri dell’Etna, agnellini da latte o manzo di razza modicana. Mentre il pesce è quello dei mercati di Aci Trezza e Riposto.”Pratico la prossimità, ma senza dogmatismi. Perché ogni tanto voglio togliermi lo sfizio di cucinare il foie gras. L’habitat è straordinariamente vario nelle diverse stagioni: adesso è il momento del porcino bianco, poi arriveranno le erbe spontanee, i chiodini, i galletti e salendo in alta quota lepri e fagiani. Per questo il mio menu cambia così spesso”.

 

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