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Descrizione Della struttura

Balistreri, battezzato Benito , faceva il pescatore perché questo suo padre gli aveva insegnato.Poi diventò “riattèri” che nella nostra lingua è “colui che compra il pesce pescato da altri per rivenderlo nei mercati con suo vantaggio”.Poteva sfogarsi così dei lunghi silenzi sofferti in mare, di cui conosceva non solo i pesci, ma pure storie, aneddoti, curiosità, misteri che non esitava a raccontare davanti a un bicchiere di vino.Oggi, a continuare la bella storia di famiglia, ci sono i figli: Francesco e Maurizio in cucina, Stefano e Marcello in sala a raccontare le storie che raccontava papà Benito.In cucina la filosofia della cucina del pesce non è cambiata di molto, forse la presentazione che si è allineata alla moda, ma in modo piacevole e spiritoso, per non disturbare gli altri sensi. Il piccolo ristorante, accurato e accogliente, è un sito dell’anima dove non si viene solo per mangiare: si entra per ascoltare nuove storie di mare, per assaggiare un nuovo piatto nato per caso o cercando nei cassetti della memoria. Il menu è sempre interessante e ricco, la cantina con tante buone etichette regionali e nazionali. Si conclude sempre con tanti marsala, malvasie e moscati come sicilianità impone, anche se non mancano grappe e distillati. Seducente il carrello dei dolci rigorosamente prodotti in casa.Come quando era la festa della Madonna del Lume. E’ facile da trovare quell’antica chiesetta sconsacrata a Porticello: si chiama Faro Verde. Lasciatevi guidare dalla sua luce e sedurre dalle sue mille delizie.

La pesca a Porticello

posizione geografica

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