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lo chef Pino Cuttaia

“Ogni Chef è in viaggio, e il viaggio è fatto di ricerca, esplorazione, idee. Il mio oggi conduce dove tutto ha avuto inizio: nella cucina di casa. Il regno del gusto domestico, della cura amorevole, dell’imperfezione perfetta. Perché è lì che si ritrovano sapienza antica e bellezza, quasi inconsapevole.
Il mio scopo? È riportare il gusto domestico nei piatti.
Il mio impegno? Liberare gli ingredienti dalla tecnica per riconsegnarli all’amore e al rispetto.
Il mio sogno? Restituire al cibo la poesia dei sapori perduti, l’emozione dei ricordi, il calore dei gesti conosciuti. Io voglio rendere invisibile la perfezione.
È questa la mia sfida.”

“Il cibo è comunicazione, è storia, è memoria.”

“Ogni Chef ha accesso a un tesoro di cui pochi godono: il tempo. Chi infatti può passare ogni giorno e senza problemi quattro o cinque ore in cucina, se non un cuoco? Per questo il mio è un compito altissimo: restituire ad ogni piatto il passato da cui è nato, come un dono.”Risultati immagini per pino cuttaia

 

 

LA BIOGRAFIA DEL PATRON CHEF

“Ho 50 anni, tre figli e un ristorante bellissimo, La Madia, che ho aperto a Licata insieme a mia moglie Loredana nel 2000. Qui ho ottenuto la prima stella Michelin nel 2006 e la seconda nel 2009.
Sono nato a Licata, ma la storia della mia famiglia mi ha portato al nord, in Piemonte. Ho vissuto a Torino, dove ho studiato e lavorato in fabbrica. In quegli anni la cucina per me è stato un diletto sottile, poi il mio hobby è diventato mestiere: dopo tanto tempo trascorso nelle cucine di diversi e rinomati ristoranti, tra cui “Il Sorriso” a Soriso (Novara) e “Il Patio” a Pollone (Biella), sono ritornato nella mia terra, in Sicilia.
Qui è avvenuto il miracolo: la precisione nel lavoro, che avevo imparato ad apprezzare al nord, ha incontrato e riscoperto il calore, la passione, le materie prime e le ricette della mia infanzia siciliana. Da questo incontro è nata la mia idea di cucina: una cucina in cui reinventare i ricordi, trasformandoli in piatti perfetti per celebrare stagioni e simboli della storia gastronomica della mia gente.”Una cucina della memoria che ha riscosso, con mia grande soddisfazione, riconoscimenti unanimi di critica e di pubblico: il Premio Pommery “Piatto dell’anno” con la Nuvola di mozzarella per la Guida Ristoranti de “L’Espresso” nel 2013; “Cuoco dell’anno” per il “Golosario” e infine il mio Uovo di Seppia, diventato il piatto-simbolo dell’edizione 2014 di Identità Golose.

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